Cibus 2018 – Parma

Apre la 19° edizione di Cibus 2018, dal 7 al 10 maggio a Parma, evento molto importante per il settore alimentare italiano dove verranno presentate nuove proposte e nuovi prodotti.
Per noi è grande soddisfazione aver contribuito alla realizzazione degli inconfondibili packaging della Dolciaria Loison.

Mille i nuovi prodotti che saranno esposti a Cibus 2018 da circa tremila aziende espositrici con un’attesa di circa ottantamila operatori.

Una selezione dei 100 prodotti più innovativi sarà esposta nel Cibus Innovation Corner, una nuova area di esposizione e talks (nuovo padiglione – numero 4,1).
Cresce il numero degli chef che cucineranno i nuovi prodotti per il tasting dei visitatori, sia nei singoli stand che nelle Food Court dedicate ai prodotti tipici regionali. Infatti, gli operatori potranno degustare le novità anche grazie al moltiplicarsi di show cooking, con i migliori chef impegnati tra gli stand, ma anche nello spazio destinato ai prodotti tipici del territorio italiano.
L’ampia gamma dei prodotti a denominazione d’origine, infatti, saranno esposti dai Consorzi ditutela nell’area di AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche.
Cibus è la fiera di riferimento del cibo italiano per i mercati internazionali, grazie anche al programma continuativo di Roadshow intrapreso da Fiere di Parma in collaborazione con Federalimentare.
Infatti, una delegazione di Cibus si è recata Rungis di Parigi (febbraio), il più grande mercato agro-alimentare di prodotti freschi del mondo.
Altri eventi si sono tenuti sia a Dubai che a Londra per presentare Cibus al mondo della ristorazione e del Retail (27 febbraio e 15 marzo); alla fiera Foodex di Tokio, con una serata Cibus presso la sede dell’Ambasciata italiana (il 7 marzo). Al centro dell’evento si sono tenuti appuntamenti dedicati all’innovazione ed ai rapporti di filiera nel settore alimentare.

Molto importante è l’evento che riguarda il fuori salone in città, Parma City of Gastronomy, presenterà dal 5 al 13 maggio sotto i Portici del Grano, il racconto delle eccellenze gastronomiche del territorio attraverso un percorso multisensoriale di conoscenza dei prodotti che fanno di Parma, capitale della Food Valley.
Un’occasione per un’esperienza emozionale, dove le delizie dei sensi (assaggiare, odorare, ascoltare, vedere, accarezzare) permettono di immergersi nella vita della città. Parma come racconto di storie (quelle dei produttori, orgogliosi eredi di una tradizione antica) – diventano, per i visitatori, ambasciatori di un’arte del vivere.

Il comparto alimentare ha chiuso il 2017 con risultati rilevanti: l’export è aumentato del 7% sull’anno precedente ed anche le vendite sul mercato interno hanno fatto segnare una debole ma incoraggiante crescita dello 0,8%. Per quanto riguarda l’export dell’industria alimentare la stima a fine 2017 è di 32,1 miliardi di euro. Arrivati ad un fatturato complessivo di 137 miliardi di euro (190 circa se si considera l’intero comparto agroalimentare, comprensivo del primario), le industrie italiane puntano quest’anno a rinnovare il buon passo del 2017, con aumenti di produzione ed export prossimi, rispettivamente, al +2% e al +7%, e un aumento delle vendite interne più tonico, fra l’1 ed il 2%.

“Cibus –ha sottolineato l’amministratore delegato del polo fieristico parmense Antonio Cellie – è ormai l’osservatorio privilegiato per comprendere le tendenze di un comparto sempre più strategico per il nostro Paese. Oggi più che mai l’agroalimentare non è solo il settore più importante in Italia, per addetti e valore aggiunto, ma è anche uno snodo decisivo per lo sviluppo del pianeta sul piano ambientale, sanitario e culturale. Per questo 80.000 professionisti di cui gran parte esteri si ritrovano a Parma ogni 2 anni”.

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Valorizza il tuo brand

I packaging in latta promuovono il brand nel tempo e fanno accrescere il valore del prodotto contenuto.

Sono interessanti sia per il loro valore estetico che per l’importanza che ricoprono dal punto di vista affettivo.
Questi meravigliosi oggetti, dalla storia particolarmente affascinante e antichissima – addirittura XIII secolo quando si decise di utilizzarli per la conservazione di alcuni cibi che bisognava conservare per lunghi periodi.

Basti pensare che nei lunghi viaggi e spedizioni c’era la necessità di conservare il cibo anche per settimane o mesi, ecco che la lamiera di metallo, trattata in un certo modo, era la giusta soluzione a questo problema. Successivamente, grazie alla capacità della latta di resistere agli acidi si decise di utilizzare questi barattoli per prodotti come biscotti, caffè, medicine, conserve. Questo prodotto venne così tanto diffuso che col tempo venne anche utilizzato per altri scopi non legati alla conservazione del cibo, divenendo dei veri e propri oggetti da collezione per decorare la casa, oggi molto utilizzati anche come scatole regalo.

Esistono tantissimi tipi di scatole di latta, tutte meravigliosamente diverse tra loro. La storia risale alla fine del ‘600 quando questo prodotto venne utilizzato dalle aziende private che commercializzavano i prodotti più variegati. Per una maggiore pubblicità tantissime aziende facevano imprimere sulla latta il marchio aziendale con lo scopo di creare maggiore visibilità. Le latte di quegli anni possono essere considerate dei veri e propri cartelli pubblicitari moderni!
Tra le scatole di latta vintage da collezione maggiormente ricercate troviamo aziende dolciarie che, con affascinanti disegni e decori, donano un tocco speciale alla tua cucina, diventando subito veri e propri dettagli di stile.

I packaging in metallo hanno sempre un certo fascino e si possono utilizzare per mantenere in ordine vari ambienti della casa, facendo al contempo bella mostra di sé su mensole e scaffali.

I possibili utilizzi delle scatole di latta sono davvero numerosissimi: nella stanza degli hobby per organizzare i materiali creativi; nel guardaroba possono essere utilizzate per riporre gioielli e cinture; in cucina sono perfette per tenere in ordine le formine dei biscotti, ma anche per conservare bustine di tè e tisane; mentre nella cameretta dei bambini possono trasformarsi in fantastici contenitori dove riporre i giochi più piccoli.

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Si può aumentare la memoria?

La nostra memoria è molto fragile ed ha bisogno di essere “ricaricata” per non rischiare di dimenticarci sia alcuni momenti importanti vissuti nella vita, sia le cose di ogni giorno.
Da uno studio pubblicato su Nature Communication è emerso un nuovo approccio scientifico capace di aiutare la nostra memoria (e di conseguenza l’attività cerebrale) con la stimolazione cerebrale profonda (dbs=deep brain stimulation).

E’ molto difficile capire come l’informazione può essere elaborata dal sistema nervoso e depositata in memoria dal momento che non è semplice misurare la memoria.
Gli scienziati dell’Università della Pennsylvania hanno deciso di applicare una stimolazione mirata alla corteccia temporale laterale potenziando la memoria grazie ad un dispositivo neurale.
Infatti, i ricercatori statunitensi hanno scoperto che un’informazione viene ricordata o dimenticata in base agli eventi neurali che si verificano durante la fase della codifica, che è il primo stadio che caratterizza il funzionamento della memoria e che consente di registrare un evento sotto forma di schema, immagine o concetto.
Uno strumento molto promettente per la modulazione dell’attività neurale sembra essere proprio la stimolazione diretta della corteccia laterale temporale, grazie all’utilizzo della corrente elettrica che viene applicata tramite elettrodi impiantati direttamente nel parenchima cerebrale. Lo studio dell’University of Pennsylvania ha valutato con attenzione l’utilizzo della corteccia temporale laterale stimolandola durante l’attività mnemonica.
Nello specifico, in poche parole, i ricercatori hanno analizzato l’attività cerebrale in tempo reale durante l’erogazione degli impulsi elettrici e producendo dei modelli personalizzati per ciascuno dei 25 pazienti sottoposti allo studio. In questo modo, hanno potuto osservare quando la memoria avrebbe fallito ed intervenire con la stimolazione.

In particolare, lo psicologo Michael Kahana e colleghi hanno affermato: “abbiamo scoperto che la stimolazione della corteccia temporale laterale sinistra aumenta la probabilità di ricordare del 15%. I soggetti stimolati nella corteccia temporale laterale erano anche più inclini a ricordare elementi su cui non era stata effettuata stimolazione.“

La stimolazione cerebrale diretta è già regolarmente attiva nel trattamento della malattia di Parkinson e l’insorgenza di crisi epilettiche, nonché è stata recentemente esplorata come terapia in psichiatria.

La differenza sostanziale rispetto al passato sta nel sistema “a circuito chiuso” brevettato dai ricercatori statunitensi, capace di indicare quando il cervello si trova in uno stato di scarso apprendimento e di inviare impulsi elettrici per stimolarne l’area celebrale.

Non sono mancate, però, già le critiche a questo studio che, seppur ritenuto valido per l’approccio metodologico innovativo, viene da alcuni considerato troppo invasivo.

In merito, il Presidente della Società Italiana di Psicogeriatria si è così espresso: “L’ipotesi di un approccio così traumatico, anche solo in chiave sperimentale, nel trattamento, per esempio, della demenza è da ritenersi assolutamente fuori discussione, almeno finché i risultati saranno di questi tenore. Un eccessivo e superficiale ottimismo in questo senso desta in me, anzi, una profonda preoccupazione”.

Breve considerazione
Purtroppo, oggi alleniamo poco la nostra memoria o lo facciamo in un modo diverso rispetto ai nostri genitori. Secondo un altro studio statunitense pubblicato sulla rivista Memory, il fenomeno del “cognitive offloading”, cioè la tendenza di ricorrere ad Internet come sostegno alla memoria, si sta manifestando in modo esorbitante. Infatti, è diventato così semplice digitare i tasti di uno smartphone per ottenere informazioni su qualsiasi cosa che forse non siamo più interessati a ricordare da soli. L’altra faccia della medaglia è che possiamo essere capaci di ampliare le nostre capacità con le nuove tecnologie. Proprio come con lo studio dell’University of Pennsylvania: una nuova frontiera della scienza per gli sviluppi della medicina sui disturbi della memoria.

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Il packaging è fondamentale

Il ruolo del packaging nel marketing è sempre stato molto significativo in quanto attraverso la confezione le aziende comunicano per far notare i loro prodotti ai consumatori.

Infatti, dal momento che un packaging adeguato può aiutare un prodotto ad essere più riconoscibile sul mercato, la  scelta del colore ha un ruolo molto importante sia per il design che per la comunicazione visiva che riesce a conferire al prodotto.
La confezione del prodotto dev’essere attraente e subito riconoscibile per attirare il cliente ed essere competitiva in mezzo a tanti altri.
E’ importante effettuare una ricerca per valutare le motivazioni che spingono all’acquisto, il test di colore, l’impatto psicologico, e così via, al fine di accertare come la maggioranza dei consumatori reagirà al nuovo packaging.
Sulla base dei risultati di questa ricerca e dell’esperienza aziendale passata, il marketing dovrà determinare il ruolo primario del pack di prodotto, puntando sulle sue principali importanti funzioni, come la qualità del materiale, la sicurezza, la differenziazione, l’accessibilità, la praticità e la bellezza estetica.

Definire il packaging come un semplice confezionamento sarebbe, quindi, riduttivo; infatti, l’involucro esterno si ritrova ad essere un importantissimo elemento di marketing nel processo di comunicazione del brand; in particolare, costituisce una variabile fondamentale nel customer journey dei consumatori.
Una buona comunicazione, in particolare quella visiva, viene trasmessa principalmente attraverso il packaging: è proprio vero che la forma è sostanza!
Il consumatore che si trova a dover scegliere un prodotto in mezzo a molti altri, ricadrà senza dubbio sulle confezioni più colorate, quelle con la migliore texture e quelle con i segni iconici e con la forma più seducenti, permettendo al prodotto di distinguersi dai diversi concorrenti della stessa categoria merceologica.
Pertanto, il packaging è in grado di influenzare gli atteggiamenti dei clienti e quindi le loro decisioni di acquisto, al pari del nome di una marca.
Un packaging efficace va ben oltre il confezionamento o la copertura di un prodotto con un involucro. I materiali utilizzati devono avere lo scopo di proteggere il prodotto e di mantenerne la forma funzionale per non comprometterne l’utilità.
Il packaging deve garantire la praticità. La grandezza o la forma possono essere connesse col magazzinaggio, con la convenienza d’uso, con un particolare stile di vita.
Il packaging promuove un prodotto perché comunica le sue caratteristiche, i suoi usi, i suoi benefici e la sua immagine. In uno scenario sempre più competitivo il packaging assume un’importanza e una valenza strategica determinante.
Un prodotto per essere efficace e differenziarsi, dev’essere riconoscibile e, quindi, originale.

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Gaber e Amici di Maria De Filippi

Catalogo 2018 – Gaber

I ragazzi della squadra blu di Amici di Maria De Filippi si concedono un momento di relax con le sedute #BigBang: una sedia che usa il linguaggio digitale per dare vita ad un’esplosione di colori e una soluzione grafica innovativa grazie anche allo sviluppo e all’applicazione di un nuovo sistema di produzione brevettato.
www.gaber.it

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L’importanza della scheda prodotto per vendere online

Molte volte in un e-commerce la compilazione della scheda prodotto viene trascurata ed il più delle volte si arriva all’inserimento dei prodotti già stanchi, con la fretta di andare online il prima possibile, non curando così una componente importante, il prodotto: quello che dovrà andare nel vostro carrello per il check-out.

Se gestisci un negozio online con una notevole scelta merceologica, dovrai affrontare il faticoso compito di confezionare delle descrizioni ad hoc per ciascun prodotto.
Di sicuro il compito sarà difficile e dispendioso di energie e per questo spesso ci si affida alle descrizioni già offerte dai fornitori. Ti sconsiglieremo questo approccio, a favore, invece, di descrizioni “tagliate su misura”.
Perché un testo standardizzato è un testo che non suscita emozioni e non invita all’azione, non fa dire, di quel prodotto “lo devo avere!” e, quindi, trasmette scarsa capacità di persuasione.

Una personalizzazione, anche minima, può aiutare. Scegliere un certo taglio di comunicazione può coinvolgere di più il visitatore e, al contempo, distinguerti dagli altri, farti riconoscere come “quello specifico e-commerce”, dunque rafforzare il tuo brand. Per cui è utile scrivere testi nuovi ed originali.

Nella scheda prodotto, inoltre, è importante il nome del prodotto, ed è importante inserire questo dato nel modo corretto, denominando il prodotto facendo attenzione a come l’utente potrebbe cercarlo nel motore di ricerca. Non è da sottovalutare il nome del prodotto, se è un marchio conosciuto, è importante inserirne anche il codice perché è possibile che l’utente effettui la ricerca per codice. Inutile, dal punto vista della ricerca dell’utente, inserire come titolo il codice interno (quello di catalogazione del tuo magazzino), che tutti ignorano ed allungherebbe solo il tag.

Ha un ruolo importante, anche l’immagine. Nella nostra scheda prodotto possiamo inserire varie immagini, è importante rinominarle, non lasciamo il nome della foto ad esempio: sd59100.jpg, diamole un nome che sia descrittivo del prodotto, ad esempio sedia_gaber_legno.jpg. Non dimentichiamo in oltre di inserire sempre il tag ALT, anche qui descriviamo il prodotto, infine assicuriamoci di comprimere le foto per renderle più leggere. Immagini leggere sono gradite  all’utente e a Google. (Ci sono vari software online o offline per poter comprimere le foto).

Dal momento che i motori di ricerca sono molto bravi a riconoscere i contenuti duplicati, è un vantaggio non aver problemi di indicizzazione.
Infatti, Google riesce a dire con precisione se nel tuo sito sono presenti le stesse descrizioni che si trovano nel sito web del tuo fornitore. Ciò ti porterà a non essere premiato in termini di posizionamento organico.
In caso di contenuti uguali tra siti diversi Google tende a premiare quelli più autorevoli e/o quelli nei quali il contenuto è apparso per primo. Il motore di ricerca apprezza i contenuti unici e originali: un altro motivo per provare a confezionare delle descrizioni ad hoc.

Riuscire a differenziarsi rispetto ai competitors è un aspetto importante da non sottovalutare, infatti, se le descrizioni dei fornitori sono di “dominio pubblico”, è molto probabile che altri e-commerce ne facciano uso, venendo meno la possibilità di emergere e di proporre qualcosa di diverso.
Tu devi fare la differenza, se offri altri contenuti, e nessun altro lo fa, guadagni un piccolo vantaggio.
Ad ogni modo, ogni e-commerce è un caso a sé: cambia il prodotto, cambia il pubblico, cambiano gli obiettivi.
Consigliamo di cominciare fin da subito per valutare se le indicazioni date sono utili ad aumentare il tasso di conversione del sito e renderti conto di cosa funzionerà meglio rispetto ad altro.

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Google My Business: servizio utile e gratuito per la tua attività

Google My Business “È uno strumento gratuito e facile da usare che permette ad attività e organizzazioni di gestire la propria presenza online su Google, compresi Ricerca e Maps. Verificando e modificando le informazioni sulla tua attività, puoi aiutare i clienti a trovarti e raccontare loro la storia della tua attività.” (Fonte: Google)

Con questo servizio puoi creare gratuitamente una vera e propria scheda associata alla tua attività che consente agli utenti di trovarti su Google e su Google Maps quando cercano te o attività simili alla tua. La compilazione della scheda è molto semplice, l’importante è inserire tutti i dati scrupolosamente: orario di apertura, numeri di telefono, sito web, indicazioni stradali della tua attività, immagini, nonché di scrivere post. Per fare questo è sufficiente avere un account gmail per accedervi.
Dopo la registrazione, l’attività viene verificata per accertarne l’esistenza. Questo fornisce un‘ulteriore referenza di affidabilità agli utenti.
Una volta avvenuta la verifica e la pubblicazione, la tua attività comparirà nelle ricerche Google e sulle mappe.
Questo servizio permette di interagire con i propri potenziali clienti e fornire informazioni utili nel momento in cui gli utenti effettuano determinate ricerche.
Una volta avvenuta la verifica e la pubblicazione, la tua attività comparirà nelle ricerche Google e sulle mappe.
E’ importante esserci perché sono circa più di 3.5 miliardi le ricerche giornaliere su Google e non puoi permetterti di non comparire. Evidenziamo come questo servizio sia totalmente gratuito e presenti dei notevoli vantaggi.

In pochi minuti potrai aprire la tua scheda, seguire le istruzioni e completare le informazioni e il processo di verifica. 
Non ti serviranno competenze tecniche particolari. Il pannello che ti si presenta quando accedi è davvero intuitivo e ti mostra tutte le funzionalità che puoi avere per sfruttare al meglio questo servizio.

Da un punto di vista SEO (cioè di ottimizzazione per i motori di ricerca), come è ormai risaputo non basta lavorare sulle parole chiave e ripeterle nel nostro sito web. Sono tanti i fattori che ci fanno scalare la classifica nella pagina dei risultati di ricerca. Completare tutte le informazioni all’interno della scheda di Google My Business, inserire immagini di qualità, link a social network e sito web, ci aiuta a scalare la SERP, oltre a dare maggiori informazioni agli utenti. Fondamentale è essere molto dettagliati ed esaurienti nel momento della compilazione dei contenuti.

Tratta la tua presenza su questo canale, come se fosse un’estensione dei social media che già utilizzi. Google My Business ti dà la possibilità di creare dei post a tempo determinato, in modo da dare maggiori informazioni agli utenti e aumentare il tasso di dialogo con loro. Ti aiuterà a raggiungere un’audience più ampia e a capire quali sono i post che creano maggiore interesse.
“Non fermarti ai tuoi clienti attuali: dai un motivo di interagire con te a chiunque cerchi la tua attività, pubblicando aggiornamenti e offerte direttamente sulla tua scheda Google” (Fonte: Google)
Se non hai un sito web, inoltre, puoi anche costruirne uno base. Sempre seguendo le indicazioni, in un percorso molto intuitivo, puoi completare la tua pagina web ed essere aggiornato su come sta andando la tua scheda nelle ricerche Google e su chi vede la tua attività commerciale, in quanto è possibile avere accesso ad alcune statistiche di base sull’andamento delle visite, sulla provenienza degli utenti ed altre informazioni utili.

Altro servizio importante, ma non gratuito, è AdWords Express, una versione semplificata del servizio completo AdWords, che ti da la possibilità di poter avere uno strumento per promuovere la tua scheda e aumentare il traffico verso la tua attività tramite annunci a pagamento sul motore di ricerca Google.

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Salone del Mobile Milano 17 – 22 aprile 2018

Il Salone del Mobile di Milano, dal 17 al 22 aprile 2018, rappresenta la manifestazione internazionale punto di riferimento per il settore dell’arredo e del design nella quale sono  attesi oltre 300mila visitatori.

Il salone del Mobile è considerato uno dei palcoscenici più ambiti nel mondo del design e dell’arredo. Si tratta sostanzialmente di una fiera che si svolge a Milano (Rho Fiera) su un’area di 200.000 metri quadrati.
Da non perdere, in quanto altrettanto straordinario, è il Fuorisalone: un insieme di eventi che si svolgono in contemporanea con il Salone del Mobile nella città di Milano.  E’ la manifestazione più diffusa in città con esposizioni, eventi, feste, appuntamenti che fanno della settimana di fiera una vera e propria design week che coinvolge a 360 gradi la metropoli.
Il Fuorisalone è l’anima mondana del Salone, un appuntamento da non perdere  sia per addetti ai lavori, studenti e appassionati, ma anche per chi semplicemente ha voglia di respirare l’atmosfera della Milano Design Week.
Mostre, allestimenti, aperture straordinarie, presentazioni di nuovi prodotti e party esclusivi ridisegnano i quartieri di Milano che si trasformano in veri e propri Design District con eventi diffusi.  Le zone con la più alta concentrazione di mostre, eventi culturali, feste e aperitivi sono Brera, Tortona, Ventura Lambrate, San Babila, Isola e 5 vie, naturalmente oltre la Fiera del Salone del Mobile.

Da non perdere,  il progetto  “Living Nature.  La natura dell’abitare” in piazza del Duomo, davanti a Palazzo Reale, sviluppato insieme allo studio internazionale di design e innovazione Carlo Ratti Associati (CRA).
In un unico ambiente di 500mq, concepito con criteri di risparmio energetico, verranno racchiusi quattro microcosmi naturali e climatici che permetteranno alle quattro stagioni dell’anno di coesistere nello stesso momento, l’una accanto all’altra. I visitatori potranno immergersi nella natura e viverne i cambiamenti attraversando le quattro aree: Inverno, Primavera, Estate e Autunno.
Questo progetto ha un grande valore iconico, evocativo ed esperienziale. Ma gli obiettivi ultimi sono la riconciliazione tra gli spazi domestici, urbani e la natura da un lato, e, dall’altro, la proposta di soluzioni sostenibili, realmente applicabili. Se la climatizzazione è spesso associata a consumi eccessivi, questo progetto propone un radicale cambio di prospettiva, dimostrando la fattibilità di una tecnologia per il controllo climatico che sia sostenibile, basata sull’uso di celle fotovoltaiche e accumulatori energetici, dalle ampie potenzialità per future applicazioni.

Il Salone del Mobile.Milano offre, così, un suo contributo per un re-greening, seppure temporaneo, della città. Con “Living Nature. La natura dell’abitare” si vuole, infatti, testare come uno spazio, sia esso domestico o urbano, possa diventare più a misura d’uomo utilizzando le risorse naturali in modo sostenibile.

Il progetto offre un nuovo punto di partenza e una diversa prospettiva su come affrontare i temi della salvaguardia delle risorse ambientali e del cambiamento climatico per poter migliorare le nostre condizioni di vita in casa e in città e soddisfare quel bisogno di “biofilia” – teorizzato dal biologo di Harvard Edward O. Wilson – secondo il quale siamo tutti attratti istintivamente dalla natura e “programmati” per stare meglio quando siamo immersi in essa.

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Mark Zuckerberg chiamato a testimoniare

Mark Zuckeberg dovrà rispondere sull’uso dei dati di Facebook da parte di Cambridge Analytica.

Il 10 e 11 aprile Mark Zuckerberg testimonierà davanti al Congresso Americano in un’udienza congiunta dei Comitati Giudiziari e Commerciali del Senato americano, seguita da una davanti al Comitato dell’Energia e del Commercio della Camera.

Dovrà riferire in quale modo l’azienda protegge i dati dei suoi utenti, dopo il recente scandalo Cambridge Analytica. Infatti, molte commissioni del Congresso hanno chiesto a Zuckerberg di testimoniare alla luce delle notizie sull’uso dei dati di Facebook da parte di Cambridge Analytica per influenzare gli elettori americani nelle elezioni del 2016.

In una dichiarazione, i rappresentanti Greg Walden e Frank Pallone, i repubblicani e democratici di punta del gruppo, hanno detto : “Questa udienza sarà un’occasione importante per far luce sulle criticità in merito ai dati dei consumatori e aiutare tutti gli americani a capire meglio cosa succede alle loro informazioni personali online. Apprezziamo la volontà del signor Zuckerberg di testimoniare dinanzi alla commissione, e non vediamo l’ora che risponda alle nostre domande l’11 aprile”,

 

Verranno invitati a testimoniare anche Twitter e Google

In un’altra dichiarazione, il Presidente della Magistratura del Senato Charles Grassley e il presidente del Commercio del Senato John Thune hanno evidenziato quante persone si affidano a Facebook e ad altre piattaforme sociali e hanno bisogno che le loro informazioni siano sicure.

John Thune ha sottolineato che Facebook gioca un ruolo fondamentale per le persone “proponendo tutto, dai prodotti ai candidati politici”. Grassley ha dichiarato: “questa udienza esplorerà approcci alla

privacy che soddisfano le aspettative dei consumatori incoraggiando l’innovazione”.

Il Comitato Giudiziario del Senato ha anche invitato gli amministratori delegati di Google e Twitter a testimoniare, ma non ha confermato se parteciperanno, o meno.

Per l’Ue è inaccettabile che siano coinvolti anche europei sull’utilizzo dei dati di Facebook.

Bruxelles indaga sull’utilizzo di dati dei suoi cittadini a opera di Facebook, il colosso dei social network di Mark Zuckerberg. «La Commissione europea indagherà sul caso dei dati personali condivisi da Facebook, che consideriamo inaccettabile» ha affermato un portavoce dell’esecutivo europeo, in riferimento allo scandalo del cosiddetto datagate. In questi giorni Zuckerberg ha concesso un’intervista telefonica ai media internazionali, alzando le stime sul totale di utenti coinvolti da 50 a 87 milioni. Il grosso dei profili riguarda gli Stati Uniti, ma si sono registrati casi anche in Europa e in Italia (214mila gli utenti coinvolti nel nostro paese): «I dati resi noti dal colosso americano confermano infatti che utenti europei sono stati coinvolti», ha aggiunto la stessa fonte, precisando che la commissaria Ue alla giustizia Jourova «ha scritto una lettera a Facebook la scorsa settimana chiedendo ulteriori spiegazioni entro due settimane» e «Facebook ha già detto di essere disponibile a chiarimenti», ha precisato.
Jourova, commissaria europea alla Giustizia e per i consumatori ha parlato in questi gorni con il presidente delle autorità di protezione dei dati dell’Ue, e poi anche con l’autorità britannica per la protezione dei dati (Ico), che sta guidando l’indagine europea, e con la Federal Trade Commission statunitense, che ha anche aperto un’indagine nel caso». Il tutto «per ricevere un aggiornamento sulle indagini in corso. Noi continueremo a seguire da vicino queste indagini», ha concluso. Nel frattempo, la tensione sta salendo anche nell’europarlamento. Guy Verhofstadt, presidente del gruppo Alde all’Europarlamento, ha chiesto con un tweet a Mark Zuckerberg di presentarsi di fronte all’assemblea di Bruxelles per spiegare «cosa è successo con i dati dei cittadini europei».

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