Possono i colori influenzare il nostro modo di rapportarci ad un determinato prodotto?

latta veneziana loison studiobluart castelfranco veneto

Con l’inizio degli studi sul packaging si è scoperto come questo influenzi i risultati del prodotto. Non perché lo migliori ma bensì perché provoca nella mente delle persone un parere talmente forte da influenzarle.

La scoperta viene da un campione di detersivo per il bucato che dovrebbe proteggere i colori dei capi in lavatrice. Lo stesso prodotto è stato inserito in tre scatole diverse, una rosa pallido, una rosa acceso ed una rossa. Le donne che si sono offerte di testare il prodotto non erano a conoscenza che questo fosse lo stesso, e quando è stato chiesto a loro quale fosse il migliore dei tre è emerso che il detersivo dava risultati diversi. Il detersivo con il packaging più chiaro era inefficace e non puliva bene i capi, al contrario quello contenuto nella scatola rossa li bruciava. Ecco che il sapone contenuto nell’involucro rosa acceso era il migliore.

Come i colori influenzano il nostro modo di rapportarci ad un determinato prodotto? Per gli esperti della psicologia del marketing è innegabile l’importanza che rivestono i colori nell’ottenere una risposta efficace da parte degli utenti.

Il colore ha il potere di investire emotivamente gli utenti verso l’accettazione di un certo prodotto e quindi favorirne il consumo.
Infatti, sempre più brand sono particolarmente attenti all’utilizzo dei colori delle loro confezioni come tecniche di comunicazione persuasiva e per posizionarsi ad un livello superiore rispetto ai propri competitor.

Tutto questo non può naturalmente prescindere dalla qualità del prodotto contenuto all’interno.

Dietro questa considerazione non si può che ritrovare una forte componente psicologica da parte dei soggetti, che associano un determinato colore ad una specifica sensazione ed emozione.

Per attirare a sé potenziali clienti è quindi necessario uno studio ben mirato del colore che lo rappresenti. Non a caso sono milioni le aziende che investono nello studio del colore nel campo della comunicazione con l’obiettivo di incrementare le vendite e farsi spazio nel mercato.

In questa prospettiva la realizzazione di un packaging varia in base al messaggio che si vuole comunicare per riuscire ad ottenere un prodotto vincente che faccia presa sul consumatore.

Ogni azienda e brand utilizza dei colori che li rappresenta e li rende riconoscibili nel mercato. Ci sono colori che, come abbiamo detto, rievocano differenti emozioni negli utenti ed è per questo che ad ogni categoria di brand corrispondono colori differenti.

I colori più caldi come l’arancione o il giallo solitamente trasmettano vitalità, positività ed allegria.

Il nero vuole trasmettere all’utente un senso di mistero, valore e perfezione – difatti molti famosi marchi di moda ricorrono a questo colore per rappresentarsi.

Il rosa invece, simbolo di leggerezza, molti prodotti per bambini ne sono invasi ed anche nel mondo dei matrimoni.

Il verde viene collegato alla natura e trasmette freschezza e senso di benessere e tranquillità; orti botanici e vivai lo utilizzano molto spesso per ovvi motivi.

Sensazioni simili le ritroviamo nel blu, colore che rappresenta affidabilità e sicurezza – adoperato in operazioni assicurative e previdenziali, nonché sui principali social network.

Anche negozi e ristoranti utilizzano strategie simili. Basti pensare che quasi la totalità dei negozi di abbigliamento utilizza tonalità fredde per le pareti.

Vi starete chiedendo quale strana teoria aleggi dietro questa scelta. Semplice, la risposta ce la regala la psicologia moderna.

Sembra confermato come i colori più freddi che trasmettono serenità e tranquillità permettono al cliente di godersi in tutta calma il viaggio nel mondo del consumo senza fretta o pressioni.

Il rosso invece predomina spesso nel packaging e negli arredi di molti ristoranti cinesi e fast food. Questo perché il colore rosso fa aumentare inconsciamente il nostro battito cardiaco (basti pensare che è il colore del sangue e dei segnali di attenzione) e dunque anche il nostro senso di appetito, che subisce un’accelerazione.

Non per niente un colore può determinare circa il 60% del rifiuto o dell’accettazione di un prodotto e/o servizio, questo perché i soggetti vengono emotivamente coinvolti dai colori che suscitano in loro sensazioni, più o meno positive.

Pertanto perdere qualche minuto in più nella scelta del colore e seguire i consigli degli esperti potrà esserti d’aiuto.

 

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Un packaging sostenibile, quando l’utile si unisce ad un trend

Ci si potrebbe sbizzarrire per descrivere quello che si trova in un normale carrello della spesa. Materiale di imballaggio che finisce poi rigorosamente nella pattumiera e, in molte situazioni, purtroppo in maniera non differenziata.

Eppure i consumatori stanno optando in maniera sempre più crescente verso brand che abbraccino pratiche commerciali sostenibili e trasparenti.
Il settore del packaging sta evolvendo proprio per rispondere a questo scenario, infatti, oggi  “imballaggio” significa molto più che proteggere e trasportare un prodotto.

Secondo Nielsen, i consumatori di tutto il mondo stanno privilegiando sempre di più gli acquisti da quei marchi che si impegnano per un cambiamento sociale ed ambientale positivo. Lo studio rileva che il 66% dei consumatori sono disposti a pagare di più per prodotti sostenibili, mentre il 51% dei Millennial controlla l’imballaggio per cercare i messaggi relativi alla sostenibilità del prodotto e del packaging. In breve, i consumatori stanno impiegando il loro potere d’acquisto per supportare brand che riflettono i loro valori e preferenze.

Ecco che per ridurre l’aumento indiscriminato di imballaggi nei nostri rifiuti quotidiani ci sono due strade: la prima riguarda lo studio e la progettazione di packaging sostenibili, che tengano conto sia della funzionalità sia degli impatti ambientali legati alla produzione, all’utilizzo e allo smaltimento del bene stesso; la seconda legata al recupero, riciclo e riutilizzo degli imballaggi, in modo da ridurne il volume e nel contempo minimizzare l’utilizzo di nuova materia prima.

Ad esempio, se decidessimo di acquistare un succo d’arancia già pronto avremmo l’imbarazzo della scelta: vari tipi di arance e combinazioni di succhi e nettari.
E la stessa cosa si può dire per il packaging: bottiglia in vetro o in plastica, lattina in alluminio o contenitore in cartoncino, etc. Anche questa scelta sotto alcuni punti di vista può essere sostenibile.

Spesso le industrie sono attente a limitare al massimo gli sprechi e le perdite di prodotto durante la lavorazione, ad acquistare le materie prime in prossimità degli stabilimenti, etc. Inoltre, i succhi e i nettari di arancia confezionati sono progettati e realizzati per essere conservati e sono acquistabili in formati che rispondono alle esigenze di consumo dei singoli o delle piccole comunità familiari. Sono quasi sempre richiudibili e ciò permette una preservazione del prodotto anche in stagioni dell’anno in cui non sarebbe disponibile e il loro trasporto in sicurezza in altri luoghi. 

In termini di sostenibilità, il packaging è determinante per evitare la perdita di un prodotto alimentare. Infatti, può allungarne la vita e di conseguenza ridurre la probabilità che non venga consumato. Inoltre, poiché è scientificamente dimostrato con studi di Life Cycle Assessment che per produrre un alimento si determina un alto impatto ambientale, potrebbe essere persino più sostenibile eccedere in packaging pur di evitare la perdita del prodotto.

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Il packaging e la sua storia

packaging Dolciaria Loison studiobluart castelfranco veneto

Il packaging nasce come strumento per contenere e proteggere le merci da spedire o trasportare. Le sue origini sono quindi da attribuire all’esigenza di movimentare i prodotti in modo sicuro conservandone l’integrità.

Nel corso della storia l’imballaggio è stato affiancato da altre tipologie di “contenitori”, ciò ha comportato la necessità di definire, per ciascun tipo, funzioni e scopi. Lo sviluppo di questi nuovi modelli deriva dalla  crescente necessità non solo di proteggere il prodotto, ma di persuadere i consumatori all’acquisto di un articolo piuttosto che un altro.

L’evoluzione del packaging è stata segnata in particolar modo da due importanti eventi:  l’avvento delle esposizioni universali ottocentesche, manifestazioni durante le quali diverse nazioni presentavano le proprie merci non più sfuse ma in confezioni che raccoglievano intere serie di prodotti realizzate a livello industriale che si differenziavano tra loro grazie ai packaging;  e  la nascita dei supermercati, punti vendita per la distribuzione di massa in cui era essenziale distinguere i vari articoli da quelli dei concorrenti grazie alla progettazione di confezioni ad hoc per garantire il successo di un marchio.

Attualmente però il packaging moderno è correntemente definito come “complesso delle modalità di imballaggio, confezionamento e presentazione degli articoli da offrire al pubblico, con lo scopo di convincere il consumatore finale a comprare il prodotto e/o di facilitarne il trasporto e l’utilizzazione.” (Treccani – Dizionario di Economia e Finanza, 2012).

E quindi oltre al dover svolgere al meglio e contemporaneamente 4 principali funzioni nel tempo e nello spazio: contenere il prodotto; proteggere il prodotto da possibili traumi o alterazioni provocate dall’ambiente esterno; conservare o preservare le caratteristiche ottimali del prodotto; presentare adeguatamente il prodotto, deve presentare sé stesso.

Le ultime novità nell’ambito del packaging sono gli sviluppi tecnologici che permettono di utilizzare packaging attivi che, interagendo positivamente con l’alimento, ne incrementano ulteriormente la personalità e l’unicità.

Inoltre il packaging si divide in tre categorie:

Il packaging primario è a tutti gli effetti uno strumento per la vendita che contiene il prodotto. Molto spesso è a diretto contatto con la merce, coincidendo col packaging immediato o contenendolo, tanto da rendere difficile la distinzione tra contenitore e contenuto. Come avviene ad esempio per il latte o le confezioni per biscotti.

L’imballaggio secondario, spesso definito multiplo, raccoglie più unità di vendita e può essere destinato all’acquisto diretto da parte del consumatore/rivenditore o a facilitare la movimentazione di molteplici pezzi di uno stesso articolo nei punti vendita. Basta pensare alle confezioni per snack o per bottiglie d’acqua.
Queste sono le confezioni più spesso in contatto coi consumatori, infatti sono quelle maggiormente curate.

Per packaging terziario si intende invece l’involucro destinato al trasporto della merce in maniera sicura, conservando l’integrità dei prodotti e facilitando la movimentazione di un elevato numero di articoli. Quale esempio migliore delle scatole dei corrieri o delle scatole americane utilizzate a livello industriale.

 

 

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Come trasmettere la politica aziendale tramite un packaging

philipmartins packaging tonico studiobluart castelfranco veneto

Ogni azienda ha una propria politica e filosofia, questa solitamente è una promessa al consumatore riguardo alle intenzioni ed ai servizi che i brand decidono di offrire al cliente.

I più comuni, ad esempio, per le marche di cosmetici è la garanzia di non testare i prodotti sugli animali e di utilizzare prodotti naturali e di qualità. Invece per una banca o un’agenzia assicurativa probabilmente la promessa riguarda una forte stabilità della quale puoi fidarti, etc etc.

Come trasmetterlo però ai consumatori tramite il packaging del prodotto?

 

SCRIVILO:  Scrivi sul prodotto che usi materiali di qualità, che non maltratti gli animali, che sei affidabile, i tuoi obbiettivi o tutto quello che sta dietro alla produzione. Se non puoi prenderli e dirglielo, scrivilo. (Purché sia vero e dimostrabile)

 

DIMOSTRALO: Poter inserire all’esterno del prodotto i marchi del “bio”, dei premi ricevuti per la qualità o il grande numero delle vendite è un po’ come esporre le proprie medaglie ed i propri meriti. Ecco che cercare di ottenere le certificazioni potrebbe tornare a vostro vantaggio.

 

ESPRIMILO:

– COI COLORI: Se l’azienda si considera un’amica della natura, utilizza i colori che la ricordano, come il verde o il marrone. Se vuoi promettere sicurezza punta sui blu, per la cordialità l’arancione etc etc.

– CON IL FONT: Anche scegliere il font giusto ha la sua importanza, abbiamo già scritto un post in proposito, puoi trovarlo qui https://bit.ly/2JNVaBP

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Fidelizzare il cliente con un packaging in latta

latte loison panettone e biscotti studiobluart castelfranco veneto

Le latte costituiscono oggetti di grande fascino: da sempre impiegate nelle drogherie per custodire spezie, farina, latte, zucchero, biscotti e caffè, conservano ancora oggi uno charme tipicamente retrò.

Nel caso state pensando ad un packaging diverso, questa può essere un’idea innovativa per creare un rapporto di fiducia col consumatore.

Grazie al fai da te ed al riciclo creativo le latte potranno infatti godere di una seconda vita con lo scopo di tornare utili nel mantenere in ordine i vari ambienti della casa del consumatore, facendo al contempo bella mostra di sé su mensole e scaffali.

Sono molteplici gli utilizzi delle scatole di latta: nella stanza degli hobby sono utili per organizzare i materiali creativi; nel guardaroba possono essere utilizzate per riporre gioielli e cinture; in cucina sono perfette per tenere in ordine le formine dei biscotti, ma anche per conservare bustine di e tisane; mentre nella cameretta dei bambini possono trasformarsi in fantastici contenitori dove riporre i giochi più piccoli. Ecco perché venditori di classici biscotti al burro danesi, latte in polvere per bambini, caffè, sardine e via dicendo spesso optano per questa soluzione.

Oltre che utili, non dimentichiamo che le scatole di latta possono ad esempio essere impilate una sopra l’altra, giocando con differenti diametri e volumetrie, diventando veri e propri complementi d’arredo da esporre sui ripiani.

Un ulteriore utilizzo dei coperchi (nel caso ad esempio la scatola si fosse ammaccata) è quello di crearne originalissimi orologi da parete o da tavolo.

Spesso le scatole verranno personalizzate con alcune semplici tecniche fai da te. Queste possono essere infatti dipinte (con bombolette spray o colori acrilici), decorate con la tecnica dello stencil, impreziosite con il decoupage ma creeranno un bel ricordo nella mente di quelle persone, creando una visione positiva del brand.

Inoltre il consumatore, attirato da una scatola colorata e cangiante, nel momento in cui la prende in mano all’esperienza sensoriale del packaging entra in gioco il tatto. Ruvido o morbido, liscio o freddo, ecco che anche la sensazione trasmessa al tatto dal packaging deve in qualche modo rispecchiare le caratteristiche e i valori che vogliamo attribuire al prodotto, il marchio nel caso venisse stampato in rilievo colpirebbe anche questa parte.

Nell’immagine di copertina si può vedere come viene usata la latta per i biscotti della Dolciaria Loison come portapenne, dando un tocco di stile ad una scrivania, o per valorizzare una pianta.

Nel link di seguito https://bit.ly/1Hko6Zr si trovano molti altri modi per riutilizzare una scatola di latta e come alcuni barattoli del thè della “Twinings”, conosciuti in tutto il mondo, vengono riutilizzati con fantasia.

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Parlare ad un pubblico tramite un font

comunicazione coi font

Quella di parlare in pubblico è un’arte che richiede tanto esercizio e dedizione dato che è fondamentale per far fronte anche alle esigenze professionali più semplici, dalla presentazione di un progetto ad una banale discussione tra colleghi. Ma come puoi comunicare nel mondo scritto? Come puoi fare per far capire che stai utilizzando un tono dolce e affabile oppure uno semplice ma incisivo?

Il font.

Questo articolo ti aiuterà a capire quale font è più adatto al tuo progetto per poter comunicare in modo pratico ed efficace.

La leggibilità:
I vari font hanno leggibilità differenti, quindi se il testo da leggere è lungo o impegnativo l’ideale è utilizzare un font che non sia calligrafico o decorativo. Deve esserci spazio tra una lettera e l’altra ed avere delle convenzionali e non “modificate” o ridisegnate. Un font molto leggibile è il Verdana, Avenir e Gill Sans, meno leggibile il Brush Script ed è impegnativo e pesante l’Impact

Il messaggio:
Un arial rounded, per quanto carino, non sarà mai adeguato per una banca, che deve trasmettere sicurezza e solidità, e qui l’aspetto “carino e simpatico” è completamente irrilevante. Un font più serio sarebbe l’ideale, esempi sono il Bodoni, Didot, Big Calson ed il futura. Al contrario, come titolo per un libro per bambini andrebbe benissimo, come il Chalkboard ed il Chalkduster.

Semplicità:
In una presentazione utilizzare dei font usati da tutti e più famosi perché molto spesso i font più amati e diffusi hanno raggiunto quel livello di diffusione proprio grazie alle loro incredibili qualità intrinseche. Chi non ha mai sentito parlare del Georgia, dell’Avenir e del Verdana?

Leggero, Grassetto o Corsivo?

Il grassetto è ottimo per evidenziare delle parole chiave o qualche frase importante o ance un titolo, il font in corsivo viene spesso utilizzato per le citazioni o per delle parole in una lingua differente. Il font “leggero” è poco visibile e per questo a volte lo si usa per le didascalie.

Ecco perché in qualcosa come la scelta di un font per un marchio, dalla quale dipende l’immagine della azienda, va gestita da dei professionisti che sanno come comunicare agli altri le esigenze e la politica aziendale.

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Il Packaging è essenziale per farsi notare.

L’immagine di una confezione è la prima cosa che attira l’attenzione di un possibile acquirente, infatti l’acquisto di un prodotto nasce nella mente ancora prima di entrare in un negozio dato che ognuno sa cosa stia cercando. Ecco perché sempre più brand sono particolarmente attenti all’utilizzo dei colori delle loro confezioni come tecniche di comunicazione per posizionarsi ad un livello superiore rispetto ai loro rivali.

Per scegliere un prodotto il consumatore impiega circa due secondi ed in questo brevissimo tempo si determina il successo o l’insuccesso di un brand.
La mossa vincente per le aziende è farsi notare e distinguere in quel lasso di tempo. In una società consumistica come quella attuale è importante offrire al consumatore quello che già è presente nel suo pensiero.

Ecco che la scelta del colore e del packaging fanno la differenza.

I colori rosso e arancio spesso vengono utilizzati nel food perché sembra aumentino il battito cardiaco, la salivazione e di conseguenza l’appetito; infondono energia, passione, forza e attirerebbero immediatamente l’attenzione di chi acquista. Il blu trasmetterebbe invece sensazioni di fiducia e tranquillità, mentre il giallo avrebbe la capacità di migliorare l’umore e sarebbe preferito dalle persone golose.

Creare invece una confezione sostenibile, riutilizzabile, funzionale, con forme e colori accattivanti è un elemento chiave per la comunicazione che quel prodotto intende trasmettere al consumatore.

Ad esempio, spendere di più per un prodotto confezionato nella latta è una mossa vincente, poiché il cliente molto probabilmente riutilizzerà la confezione e vedrà il vostro marchio tutti i giorni, affezionandosi.

Per questo il fattore emozionale non è da sottovalutare. Creare infatti tutta una serie di relazioni affettive ed evocative intorno ad un brand, in grado di suscitare ricordi e momenti piacevoli della propria vita, non è solo marketing poiché il cliente rimarrà piacevolmente legato all’acquisto di quella marca, presumibilmente per tutta la vita.

Un esempio di come un nuovo brand possa farsi notare entrando nel mondo della pasta, sono il packaging della pasta “Pietro Gala” e “Good Hair Day Pasta” che invogliano il consumatore a provare il prodotto per la simpatia che questo gli causa. Dato che non vi è italiano che non la cucini almeno 5 volte a settimana un elemento importante è il legame affettivo che questi possibili compratori hanno col prodotto.

Come può quindi farsi conoscere una nuova azienda?

Deve semplicemente farsi notare, e quale modo migliore se non usare un packaging accattivante?

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Aumentare fiducia e credibilità nel tuo brand

Aumentare fiducia e credibilità nel tuo brand è un elemento essenziale ed un processo – on line e sui social media – che si concretizza con il tempo e seguendo alcune precise dinamiche.

Molto più spesso di quanto si creda, dopo aver sviluppato un business plan, piattaforme online integrate, brand identity, piani e strategie social ed aver fatto debuttare un nuovo marchio, servizio o prodotto online, non riscontriamo tutti i risultati (o a volte, nessuno di essi) che ci saremmo aspettati.

Il pubblico non viene coinvolto, non converte, non acquista. Le community, invece di piazze affollate colme di idee da condividere e azioni da intraprendere, sembrano isole deserte. Quale può essere il problema?

Potrebbero esserci molti e diversi motivi per cui gli utenti sono riluttanti a interagire con noi, ma una delle difficoltà più comuni è quella di non riuscire a stabile la fiducia necessaria con le persone.

E quindi, di conseguenza, la domanda a cui dobbiamo rispondere è: “Perché il nostro pubblico non si fida di noi?”

Perché, prima di tutto, non risultiamo credibili.

Nella vita reale e nelle relazioni offline, la fiducia viene creata tramite passaparola, referenze di clienti e partner. Una persona parla con un’altra che ti conosce e che è soddisfatta dal marchio e la tua reputazione aumenta, così come il percepito dei prodotti e servizi. Spesso però, la fiducia guadagnata nella vita reale si scontra con lo specchio della realtà online e molto spesso queste due realtà parallele non sono coerenti tra loro.

La mancanza di credibilità online può verificarsi per diversi motivi ma è bene ricordare che costruire un rapporto di fiducia con il pubblico è un processo che non avviene da un giorno all’altro.

I consigli per aumentare credibilità e fiducia nella relazione online con il tuo pubblico sono i seguenti:

Stabilisci l’autorità
Prima di tutto, vietato fingere. Fingere ciò che non sei non ti porterà particolarmente lontano.  Ciò che comunichiamo online è molto diverso dal consegnare a qualcuno un biglietto da visita: sui social ad esempio è facile completare la mappa di chi sei, dove hai lavorato, quali referenze hai, chi sono i tuoi contatti etc.
I contenuti che pubblichi su tutte le piattaforme devono attestare le tue competenze e farlo in modo inequivocabile. Per questo, è necessario spingersi oltre una banale lista di “cose che sappiamo fare bene” o un breve paragrafo che dice ai lettori che siamo degli esperti nel nostro campo.

Le fonti devono sempre essere verificabili e accreditate, come contenuti del blog, riferimenti, testimonianze veritiere dei clienti, guest post, etc.

Non solo parole, fatti.

Tutto ciò che riguarda il nostro marchio online – il sito, il blog, i profili social – non devono solo “raccontare” ma devono necessariamente far seguire alle parole i fatti. Se dichiari di essere la miglior agenzia pubblicitaria di una specifica area geografica e di sapere come fornire risultati, allora il sito web e i tuoi account social devono dimostrarlo.

Prenditi tempo per non trascurare nulla (soprattutto i particolari, che anzi, possono diventare un tratto distintivo del brand) e cura ciò che dici di essere così bravo a realizzare.

Qualsiasi marchio, professionista o fornitore di servizi dovrebbe fare da sé ciò che afferma di poter fare per gli altri. Se non investi risorse nel curare i dettagli della tua presenza online, perché qualcuno dovrebbe credere che sei in grado di farlo per loro?

Coerenza, nella vita come nel business

È importante tenere bene a mente che non si può essere un tipo di persona (o azienda) nella vita reale e una versione migliorata sul web. Il tuo comportamento online rifletterà ciò che sei nella vita vera. Valori, etica, tono di voce, successi e fallimenti inclusi.

La fiducia del nostro pubblico passa necessariamente dalla percezione di quanto questo divario sia pressoché impercettibile

Sfrutta le connessioni virtuose

Impara da ciò che funziona, è bello o ispira. Crea connessioni con aziende e professionisti dai quali apprendi, con cui instauri rapporti costruttivi, che potenziano la tua attività e ti ispirano a diventare migliore. Diventa per loro fonte di reciproco miglioramento e ispirazione.

Proprio come tu hai bisogno di costruire un rapporto di fiducia con la tua community, così anche l’esempio che dai instaurerà un circolo virtuoso con chi ti segue e spingerà ulteriori utenti a fare lo stesso, nei confronti del marchio e anche nelle proprie cerchie.

Falli innamorare a prima vista

Ovvero: come un singolo tweet o un singolo post social può farti connettere intimamente con il tuo pubblico. A volte, davvero, non serve altro. Come nelle relazioni interpersonali, spesso anche per brand e utenti è una “questione di pelle”. Possiamo capitare per un caso più o meno fortuito nella home di un utente che si innamora del marchio grazie ad un tweet, un contenuto video, una campagna di social media marketing. Il rapporto di fiducia, in questo caso, parte subito e facilmente ma non devi dimenticare che, proprio come in una love story, deve avere solidi motivi per esser mantenuta.

Non lasciare niente al caso, lavora sodo sulla qualità dei contenuti così da diventare coinvolgente e- di conseguenza- fonte di condivisione. Aumentando le condivisioni, va da sé, aumentano le possibilità di finire nel news-feed di un potenziale nuovo cliente.

Le relazioni hanno bisogno di tempo (il tuo)

Costruire relazioni è un compito difficile ma estremamente gratificante. Spesso facciamo l’errore di non investire abbastanza tempo in questo processo di costruzione e impiegare invece la totalità delle energie in creatività, adv, strategia, insomma, in quella scienza inesatta che sono i social media.

Gli strumenti e le dinamiche social possono essere appresi da quasi tutti: è l’arte del coinvolgimento che ti differenzia dalle masse. Se hai difficoltà a costruire relazioni reali online, è probabile che non tu stia investendo abbastanza tempo per conoscere davvero il tuo pubblico. Cerca di connetterti veramente con gli altri: fai domande, commenta i loro post sul blog, rispondi alle richieste, raggiungi le persone con cui ti senti a tuo agio, ascoltale e costruisci relazioni vere.

Da lì, il passo verso la fiducia è breve.

Content curation

L’esperienza di marca e l’autorità del marchio passano, anche e soprattutto, da come un’azienda veicola i messaggi. Esistono moltissimi contenuti utili e ben fatti sul web, che riescono a rispondere a qualunque domanda. Ma è attraverso i contenuti originali (per es. i testi del tuo sito web, delle tue campagne online o anche- semplicemente, delle tue CTA) che le persone arrivano a conoscerti, capirti, seguirti. La cura dei contenuti si esprime nel tuo personale modo di comunicare, un luogo in cui puoi stabilire fiducia, leadership di pensiero, competenza e relazioni.

 

It’s not about you

No, non riguarda te. Per quanto si voglia pensare che un account Twitter, una pagina Facebook, una board di Pinterest o un sito aziendale parlino solo ed esclusivamente del marchio, non è così. La tua presenza online (e quella del tuo marchio) sono strumenti. Strumenti per stabilire autorità, costruire comunità e fiducia con gli utenti, non cartelloni pubblicitari. Sempre in questo scenario, le aziende che si parlano addosso risultando estremamente autoreferenziali riescono nell’arduo compito di farsi dimenticare immediatamente o di suscitare sentimenti di sfiducia.

Attraverso l’ascolto e la conversazione con il tuo pubblico, invece,  riuscirai davvero a comprenderlo e uno dei territori più adatti a questo scopo sono proprio i social media. Quanto meglio riesci a comprendere il tuo target, tanto più sarai in grado di aiutarlo. E più lo aiuti più si fiderà di te.

In conclusione, non si tratta solo di diventare un punto di riferimento per le persone, ma di usare tempo e risorse per costruire relazioni online con i clienti che si avvicinino quanto più possibile con l’idea che essi hanno dei rapporti reali e delle loro dinamiche.

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Valorizza il tuo brand

I packaging in latta promuovono il brand nel tempo e fanno accrescere il valore del prodotto contenuto.

Sono interessanti sia per il loro valore estetico che per l’importanza che ricoprono dal punto di vista affettivo.
Questi meravigliosi oggetti, dalla storia particolarmente affascinante e antichissima – addirittura XIII secolo quando si decise di utilizzarli per la conservazione di alcuni cibi che bisognava conservare per lunghi periodi.

Basti pensare che nei lunghi viaggi e spedizioni c’era la necessità di conservare il cibo anche per settimane o mesi, ecco che la lamiera di metallo, trattata in un certo modo, era la giusta soluzione a questo problema. Successivamente, grazie alla capacità della latta di resistere agli acidi si decise di utilizzare questi barattoli per prodotti come biscotti, caffè, medicine, conserve. Questo prodotto venne così tanto diffuso che col tempo venne anche utilizzato per altri scopi non legati alla conservazione del cibo, divenendo dei veri e propri oggetti da collezione per decorare la casa, oggi molto utilizzati anche come scatole regalo.

Esistono tantissimi tipi di scatole di latta, tutte meravigliosamente diverse tra loro. La storia risale alla fine del ‘600 quando questo prodotto venne utilizzato dalle aziende private che commercializzavano i prodotti più variegati. Per una maggiore pubblicità tantissime aziende facevano imprimere sulla latta il marchio aziendale con lo scopo di creare maggiore visibilità. Le latte di quegli anni possono essere considerate dei veri e propri cartelli pubblicitari moderni!
Tra le scatole di latta vintage da collezione maggiormente ricercate troviamo aziende dolciarie che, con affascinanti disegni e decori, donano un tocco speciale alla tua cucina, diventando subito veri e propri dettagli di stile.

I packaging in metallo hanno sempre un certo fascino e si possono utilizzare per mantenere in ordine vari ambienti della casa, facendo al contempo bella mostra di sé su mensole e scaffali.

I possibili utilizzi delle scatole di latta sono davvero numerosissimi: nella stanza degli hobby per organizzare i materiali creativi; nel guardaroba possono essere utilizzate per riporre gioielli e cinture; in cucina sono perfette per tenere in ordine le formine dei biscotti, ma anche per conservare bustine di tè e tisane; mentre nella cameretta dei bambini possono trasformarsi in fantastici contenitori dove riporre i giochi più piccoli.

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Il packaging è fondamentale

Il ruolo del packaging nel marketing è sempre stato molto significativo in quanto attraverso la confezione le aziende comunicano per far notare i loro prodotti ai consumatori.

Infatti, dal momento che un packaging adeguato può aiutare un prodotto ad essere più riconoscibile sul mercato, la  scelta del colore ha un ruolo molto importante sia per il design che per la comunicazione visiva che riesce a conferire al prodotto.
La confezione del prodotto dev’essere attraente e subito riconoscibile per attirare il cliente ed essere competitiva in mezzo a tanti altri.
E’ importante effettuare una ricerca per valutare le motivazioni che spingono all’acquisto, il test di colore, l’impatto psicologico, e così via, al fine di accertare come la maggioranza dei consumatori reagirà al nuovo packaging.
Sulla base dei risultati di questa ricerca e dell’esperienza aziendale passata, il marketing dovrà determinare il ruolo primario del pack di prodotto, puntando sulle sue principali importanti funzioni, come la qualità del materiale, la sicurezza, la differenziazione, l’accessibilità, la praticità e la bellezza estetica.

Definire il packaging come un semplice confezionamento sarebbe, quindi, riduttivo; infatti, l’involucro esterno si ritrova ad essere un importantissimo elemento di marketing nel processo di comunicazione del brand; in particolare, costituisce una variabile fondamentale nel customer journey dei consumatori.
Una buona comunicazione, in particolare quella visiva, viene trasmessa principalmente attraverso il packaging: è proprio vero che la forma è sostanza!
Il consumatore che si trova a dover scegliere un prodotto in mezzo a molti altri, ricadrà senza dubbio sulle confezioni più colorate, quelle con la migliore texture e quelle con i segni iconici e con la forma più seducenti, permettendo al prodotto di distinguersi dai diversi concorrenti della stessa categoria merceologica.
Pertanto, il packaging è in grado di influenzare gli atteggiamenti dei clienti e quindi le loro decisioni di acquisto, al pari del nome di una marca.
Un packaging efficace va ben oltre il confezionamento o la copertura di un prodotto con un involucro. I materiali utilizzati devono avere lo scopo di proteggere il prodotto e di mantenerne la forma funzionale per non comprometterne l’utilità.
Il packaging deve garantire la praticità. La grandezza o la forma possono essere connesse col magazzinaggio, con la convenienza d’uso, con un particolare stile di vita.
Il packaging promuove un prodotto perché comunica le sue caratteristiche, i suoi usi, i suoi benefici e la sua immagine. In uno scenario sempre più competitivo il packaging assume un’importanza e una valenza strategica determinante.
Un prodotto per essere efficace e differenziarsi, dev’essere riconoscibile e, quindi, originale.

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